Aziende
Professionisti
Ultimi annunci
Accompagnatore Turistico abilitato: Esperto Incoming Emilia-Romagna e Mantovano
A.A.A. Cercasi guide e AT parlanti TEDESCO per la stagione estiva 2026 in Norvegia
News
Redazione 14/05/2026
Ospitalità religiosa: trend in crescita o è solo un illusione? L’analisi e i consigli di Ok!Center
Ospitalità religiosa: trend in crescita o è solo un illusione? L’analisi e i consigli di Ok!Center
Con il termine ospitalità religiosa si intende la scelta di soggiornare in conventi o monasteri invece che in strutture ricettive tradizionali come hotel, bed & breakfast e case vacanze.
In Italia il principale riferimento del settore è Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana.
Il primo elemento da considerare riguarda la crisi che il settore, insieme all’intero mercato del turismo, ha dovuto attraversare durante la pandemia e negli anni successivi.
Le strutture aderenti all’associazione sono infatti passate da circa 3500 nel 2019 a meno di 3000 nel 2026, anche se negli ultimi anni il dato fosse in leggero aumento.
Resta però evidente un aspetto di questa tendenza: chi adotta questa soluzione non ricerca necessariamente comfort o disponibilità immediata, ma autenticità, unicità e valore dell’esperienza.
Il pubblico di riferimento è composto principalmente da viaggiatori interessati a vivere il territorio e il momento nel modo più immersivo e personalizzato possibile.
Molte di queste strutture sorgono a ridosso di monumenti storici e luoghi di culto. Inoltre, circa un alloggio su quattro si trova in aree montane o collinari. Cresce quindi l’interesse verso conventi e monasteri immersi nella natura e negli spazi verdi.
Anche l’approccio adottato da parte dei gestori rappresenta un elemento innovativo. Si stima infatti che il 30% delle strutture sia privo di connessione internet. Questo consente agli ospiti di vivere un’esperienza totalizzante, lontana dalla caotica frenesia della città, dalla tecnologia e dagli impegni lavorativi.
L’assenza di internet non rappresenta quindi soltanto una scelta per differenziare l’offerta, ma anche una risposta concreta a un mercato turistico in continua evoluzione.
Le regioni in cui questa forma di turismo risulta maggiormente diffusa sono Emilia-Romagna, Lombardia,Veneto e Lazio.
La regione con il più alto numero di strutture religiose in rapporto alla popolazione è invece la Valle d’Aosta.
L’ospitalità religiosa non si limita però a esperienze legate alla natura, alla spiritualità o al distacco dalla tecnologia.
Fabio Rocchi evidenzia infatti come soggiornare in conventi e monasteri rappresenti spesso una soluzione più economica rispetto alle strutture tradizionali come hotel, bed & breakfast e case vacanze.
A Roma, ad esempio, il costo medio di un pernottamento in una struttura religiosa sarebbe pari a circa il 50% rispetto a quello richiesto da una sistemazione tradizionale di livello analogo.
Al netto di questi elementi, il settore appare ancora in crescita anche nel 2026 e sembra ormai essersi consolidato tra le principali tendenze del turismo post-pandemia.
Redazione 13/05/2026
In Emilia-Romagna nasce il progetto "Welcome Everybody": turismo inclusivo e senza barriere
In Emilia-Romagna nasce il progetto "Welcome Everybody": turismo inclusivo e senza barriere
Il progetto si rivolge a tutte le categorie di turisti con limitazioni motorie temporanee o croniche, inclusi anziani, donne in gravidanza, persone con allergie o patologie e famiglie con bambini piccoli.
L'obiettivo del progetto è quello di coniugare le capacità delle strutture ricettive alle esigenze di queste categorie di persone e di tutti coloro che visitino l’Emilia-Romagna.
Sul piano pratico, la regione si sta attivamente impegnando a formare il personale delle strutture attraverso tirocini e corsi specifici, a promuovere le nuove proposte inclusive, a garantire l'accessibilità di tutte le informazioni necessarie sull'offerta turistica, e a sensibilizzare i giovani sui temi dell'iniziativa.
Ben nove località turistiche dell’Emilia-Romagna hanno già aderito all’iniziativa: nello specifico i comuni di Cesenatico, Codigoro, Gatteo, Misano, Ravenna, Rimini, San Mauro Pascoli, Cervia e Bellaria.
In questi comuni sono stati realizzati interventi per migliorare l'accoglienza e la fruizione dei servizi quali l'attivazione di spazi dedicati per bambini e persone con disabilità, la creazione di percorsi alternativi per le persone con limitazioni motorie e l'allestimento di servizi inclusivi e di assistenza nelle spiagge e nelle località balneari.
In sintesi, il progetto "Welcome Everybody" nasce con l'obiettivo di adattare l'esperienza turistica in Emilia-Romagna a un gruppo sempre più ampio di persone, nel rispetto della diversità e aspirando a diventare un modello efficace e replicabile anche in altri territori della regione e della Riviera Adriatica.
Redazione 04/11/2025
Turismo 2026: tra automazione e valore umano, la sfida del futuro alberghiero
Il 2026 si prospetta come un anno di trasformazione per il turismo e, in particolare, per il mercato del lavoro nel settore alberghiero. Dopo anni di stagnazione, con ruoli operativi ricoperti dalle stesse generazioni e poche opportunità di ricambio, il comparto si trova oggi davanti a un bivio: innovazione tecnologica o valorizzazione del fattore umano.
La rivoluzione silenziosa dell’automazione
La cronica mancanza di personale nella ristorazione — soprattutto camerieri e addetti ai servizi di sala — ha spinto molte aziende a introdurre soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e sulla robotica. Tuttavia, se da un lato ogni nuovo robot rappresenta un guadagno in efficienza, dall’altro comporta anche la perdita di un posto di lavoro.
Ma l’automazione non è solo una minaccia: può essere anche uno stimolo.
L’arrivo delle macchine, infatti, spinge le persone a evolversi, a concentrarsi su quegli aspetti del servizio che nessuna tecnologia potrà mai replicare.
Il valore insostituibile dell’essere umano
Un robot può servire un piatto, ma non può sorridere sinceramente, percepire un’emozione o creare un legame con l’ospite.
Empatia, sensibilità e intelligenza emotiva restano elementi centrali nei reparti di front-line — reception, ristorazione, housekeeping, manutenzione o cucina.
Queste competenze rendono il lavoro umano prezioso, capace di trasformare un semplice soggiorno in un’esperienza autentica.
Quando il contatto umano è il tramite tra il viaggiatore e il territorio, il servizio acquista valore e qualità, e il prezzo più alto diventa pienamente giustificato.
Non si tratta solo di ospitalità, ma di narrazione del territorio, di far vivere il viaggio attraverso gli occhi di chi quel luogo lo abita ogni giorno.
Due modelli di turismo a confronto
Il turismo del futuro tenderà a dividersi in due grandi modelli:
-
Il turismo automatizzato, orientato alla rapidità e alla standardizzazione. Qui, robot e sistemi di intelligenza artificiale eseguiranno compiti specifici con precisione e velocità, garantendo efficienza e uniformità.
-
Il turismo esperienziale e umano-centrico, dove le persone restano protagoniste. In questo modello, il valore aggiunto è dato da personale capace di anticipare i desideri del cliente, interpretare le sue esigenze e offrire un servizio su misura, ricco di empatia e autenticità.
Formazione e competenze: la vera scommessa
Per le aziende che vogliono distinguersi, la chiave sarà investire nella formazione.
Servono professionisti preparati non solo tecnicamente, ma anche psicologicamente ed empaticamente, capaci di connettersi con il cliente in modo autentico.
In un futuro dove le macchine saranno sempre più accessibili ed efficienti, la professionalità umana sarà il vero lusso.
Non tutte le strutture potranno permettersi risorse di questo livello, ma chi ci riuscirà saprà offrire un’esperienza unica e memorabile, capace di fidelizzare anche il viaggiatore più esigente.
La nuova generazione di viaggiatori
Infine, la sfida più grande arriverà dalla nuova generazione di viaggiatori, giovani nativi digitali cresciuti con la tecnologia e abituati a interagire con l’intelligenza artificiale.
Per loro, l’IA sarà un alleato costante nel pianificare e vivere i viaggi. Tuttavia, la differenza la farà sempre chi saprà comunicare con loro in modo umano, valorizzando la relazione e non solo l’efficienza algoritmica.
Il futuro dell’ospitalità, quindi, non sarà una battaglia tra uomo e macchina, ma una ricerca di equilibrio tra automazione e calore umano.
Chi saprà combinare questi due mondi sarà protagonista del turismo del domani.








