Riflessioni sulla stagione estiva pre e post covid
Maria Teresa Scotti 08/08/2023 0
La prima annata dopo il covid è stata un’annata record in Italia in cui si è riscontrato un aumento delle prenotazioni per le vacanze in maniera esponenziale, si potrebbe definire una delle annate migliori di sempre, i flussi sono stati ottimi su tutto il territorio e le persone sono tornate a viaggiare con piacere.
Quali sono le differenze nel viaggio del prima COVID e del dopo COVID?
Prima del covid d’il viaggio era incentrato sempre più sulla politica tariffaria e sul prezzo concorrenziale, dopo, invece, il COVID le famiglie, insomma tutti indistintamente hanno deciso di investire in sicurezza dando una maggiore importanza al tempo e allo spazio, e questo ha permesso alle strutture di organizzare i servizi in maniera più dettagliata e meticolosa.
Sicuramente le cose da fare e da rivedere sono ancora molte, in quanto pur in presenza di un aumento enorme di prenotazioni, ma man tale percentuale si è abbassata per la congiuntura di vari fattori, come le alluvioni, i cambiamenti climatici, l’aumento delle tariffe, ma ciò non deve scoraggiare ma spingere a fare sempre meglio al fine di valorizzare e investire nel turismo che è una delle ricchezze più grandi del nostro bel Paese
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Redazione 26/05/2026
Turismo itinerante: la rivoluzione a quattro ruote che ha conquistato gli Italiani
L'Italia ha conquistato il terzo posto tra le destinazioni più frequentate per il turismo itinerante nel 2025. Davanti si trovano Francia e Spagna, posizionate rispettivamente al primo e al secondo posto.
Ma che cosa si intende con l’espressione turismo itinerante?
E per quale motivo questa modalità di viaggio continua a crescere ovunque, sottraendo spazio anche ad altre tipologie di ospitalità turistica?
Con l’espressione turismo itinerante si indica la scelta di soggiornare e pernottare all’interno di un camper o di una caravan invece che in strutture ricettive tradizionali come alberghi, bed & breakfast o appartamenti turistici.
La figura di riferimento per il settore del turismo itinerante è Gianguido Cerullo, presidente dell’Associazione Produttori Caravan e Camper (A.P.C.) dal 2026.
Nel 2025 sono state infatti superate in Italia le 49 milioni di notti trascorse in campeggio da cittadini italiani e visitatori stranieri.
Diventa quindi fondamentale la presenza di un'istituzione dedita a disciplinare e a coordinare le attività legate a un flusso turistico di dimensioni sempre crescenti.
L’appuntamento annuale più celebre del settore è invece il Salone del Camper, organizzato ogni 12 settembre presso le Fiere di Parma. Nell’edizione del 2025 la manifestazione ha totalizzato oltre 107.000 visitatori in appena 19 giorni di esposizione, dal 12 settembre al 30 settembre compresi.
Gli aspetti principali che hanno alimentato il dibattito su questa forma di turismo e ne hanno agevolato la diffusione sono sostanzialmente cinque:
1. Dispendio economico minimo
2. Comfort e autonomia
3. Impatto sull’ambiente
4. Nuove forme di socialità
5. Turismo inclusivo
Elaborando ciascun punto in ordine progressivo, il primo vantaggio relativo al turismo itinerante riguarda indubbiamente il risparmio economico. Basti pensare alle grandi città oppure alle località dedite al turismo stagionale (come Rimini o Riccione) dove i prezzi elevati e la ridotta disponibilità delle camere rendono spesso il viaggio insostenibile per le persone con ristrette possibilità economiche. In queste circostanze la presenza dei campeggi contribuisce a liberalizzare mete che altrimenti sarebbero riservate esclusivamente a coloro che possono permettersi soggiorni in hotel o altre strutture ricettive.
Per quanto concerne invece il tema del comfort, il campeggio garantisce un livello di autonomia assoluto grazie all'ampia flessibilità delle date e alla facilità di disdire le prenotazioni. Nella maggior parte dei casi, infatti, i viaggiatori non devono versare alcun anticipo fino all’ingresso effettivo del veicolo nell’area destinata alla sosta.
Allo stesso tempo, anche l’impatto ambientale di questa forma di viaggio risulta solitamente inferiore rispetto a quello prodotto da soluzioni turistiche più convenzionali e dipende quasi interamente dallo stile di vita del singolo viaggiatore. Non è possibile generalizzare se il camper viene considerato uno spazio personale, al pari della propria automobile o della propria casa, nel quale ciascuno produce uno specifico livello di inquinamento e diversi tipi di rifiuti. Tuttavia, gran parte dei campeggi e delle aree attrezzate applica sanzioni pecuniarie nei confronti di chi danneggia o semina rifiuti nell’ambiente circostante, soprattutto in Paesi come Italia e Grecia.
Esistono poi nuovi punti d'incontro per i turisti che, oltre a creare amicizie e rapporti diretti durante il soggiorno, possono oggi confrontarsi e condividere esperienze anche online attraverso blog, forum, community digitali frequentate da milioni di utenti e piattaforme social, in particolare quelle basate sulla diffusione di contenuti visivi come Instagram e TikTok.
Infine, il turismo itinerante di chi viaggia in camper o in roulotte offre anche l’opportunità di personalizzare gli spazi a propria disposizione per agevolarela presenza di un amico o un familiare più vulnerabile, come una persona con disabilità o difficoltà motorie, oppure di un animale domestico, purché il sistema di climatizzazione del mezzo ne consenta il trasporto senza causare stress o affaticamento all’animale.
Redazione 14/05/2026
Ospitalità religiosa: trend in crescita o è solo un illusione? L’analisi e i consigli di Ok!Center
Ospitalità religiosa: trend in crescita o è solo un illusione? L’analisi e i consigli di Ok!Center
Con il termine ospitalità religiosa si intende la scelta di soggiornare in conventi o monasteri invece che in strutture ricettive tradizionali come hotel, bed & breakfast e case vacanze.
In Italia il principale riferimento del settore è Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana.
Il primo elemento da considerare riguarda la crisi che il settore, insieme all’intero mercato del turismo, ha dovuto attraversare durante la pandemia e negli anni successivi.
Le strutture aderenti all’associazione sono infatti passate da circa 3500 nel 2019 a meno di 3000 nel 2026, anche se negli ultimi anni il dato fosse in leggero aumento.
Resta però evidente un aspetto di questa tendenza: chi adotta questa soluzione non ricerca necessariamente comfort o disponibilità immediata, ma autenticità, unicità e valore dell’esperienza.
Il pubblico di riferimento è composto principalmente da viaggiatori interessati a vivere il territorio e il momento nel modo più immersivo e personalizzato possibile.
Molte di queste strutture sorgono a ridosso di monumenti storici e luoghi di culto. Inoltre, circa un alloggio su quattro si trova in aree montane o collinari. Cresce quindi l’interesse verso conventi e monasteri immersi nella natura e negli spazi verdi.
Anche l’approccio adottato da parte dei gestori rappresenta un elemento innovativo. Si stima infatti che il 30% delle strutture sia privo di connessione internet. Questo consente agli ospiti di vivere un’esperienza totalizzante, lontana dalla caotica frenesia della città, dalla tecnologia e dagli impegni lavorativi.
L’assenza di internet non rappresenta quindi soltanto una scelta per differenziare l’offerta, ma anche una risposta concreta a un mercato turistico in continua evoluzione.
Le regioni in cui questa forma di turismo risulta maggiormente diffusa sono Emilia-Romagna, Lombardia,Veneto e Lazio.
La regione con il più alto numero di strutture religiose in rapporto alla popolazione è invece la Valle d’Aosta.
L’ospitalità religiosa non si limita però a esperienze legate alla natura, alla spiritualità o al distacco dalla tecnologia.
Fabio Rocchi evidenzia infatti come soggiornare in conventi e monasteri rappresenti spesso una soluzione più economica rispetto alle strutture tradizionali come hotel, bed & breakfast e case vacanze.
A Roma, ad esempio, il costo medio di un pernottamento in una struttura religiosa sarebbe pari a circa il 50% rispetto a quello richiesto da una sistemazione tradizionale di livello analogo.
Al netto di questi elementi, il settore appare ancora in crescita anche nel 2026 e sembra ormai essersi consolidato tra le principali tendenze del turismo post-pandemia.
Redazione 13/05/2026
In Emilia-Romagna nasce il progetto "Welcome Everybody": turismo inclusivo e senza barriere
In Emilia-Romagna nasce il progetto "Welcome Everybody": turismo inclusivo e senza barriere
Il progetto si rivolge a tutte le categorie di turisti con limitazioni motorie temporanee o croniche, inclusi anziani, donne in gravidanza, persone con allergie o patologie e famiglie con bambini piccoli.
L'obiettivo del progetto è quello di coniugare le capacità delle strutture ricettive alle esigenze di queste categorie di persone e di tutti coloro che visitino l’Emilia-Romagna.
Sul piano pratico, la regione si sta attivamente impegnando a formare il personale delle strutture attraverso tirocini e corsi specifici, a promuovere le nuove proposte inclusive, a garantire l'accessibilità di tutte le informazioni necessarie sull'offerta turistica, e a sensibilizzare i giovani sui temi dell'iniziativa.
Ben nove località turistiche dell’Emilia-Romagna hanno già aderito all’iniziativa: nello specifico i comuni di Cesenatico, Codigoro, Gatteo, Misano, Ravenna, Rimini, San Mauro Pascoli, Cervia e Bellaria.
In questi comuni sono stati realizzati interventi per migliorare l'accoglienza e la fruizione dei servizi quali l'attivazione di spazi dedicati per bambini e persone con disabilità, la creazione di percorsi alternativi per le persone con limitazioni motorie e l'allestimento di servizi inclusivi e di assistenza nelle spiagge e nelle località balneari.
In sintesi, il progetto "Welcome Everybody" nasce con l'obiettivo di adattare l'esperienza turistica in Emilia-Romagna a un gruppo sempre più ampio di persone, nel rispetto della diversità e aspirando a diventare un modello efficace e replicabile anche in altri territori della regione e della Riviera Adriatica.